COMUNITÀ Marius Sucevan

IVA sulle case nuove al 21%: come la diaspora mantiene il 9%.

Un senatore USR parla del mantenimento dell'IVA al 9% per gli appartamenti già sotto contratto, con il testo sovrimpresso sull'immagine.

Dal 1 agosto 2026, un appartamento nuovo comprato in Romania si tassa con IVA al 21%, non con l’aliquota ridotta del 9% di prima. Per una casa da 100.000 euro, il salto può significare fino a 12.000 euro in più sul prezzo, secondo i calcoli citati dalla stampa economica. Un senatore USR ha voluto lanciare un messaggio chiaro per chi resta in mezzo: gli appartamenti già sotto contratto dovrebbero restare al 9%.

Cosa cambia dal 1 agosto?

L’aumento fa parte del pacchetto di consolidamento fiscale entrato in vigore nel 2025, che ha portato l’aliquota IVA ordinaria al 21%. Per le case è esistito un periodo di transizione, e ora il 9% si applica solo alle transazioni che soddisfano, in modo cumulativo, tre condizioni:

  1. Il preliminare deve essere firmato entro il 31 luglio 2025.
  2. L’acquirente deve aver versato un acconto di almeno il 20% del prezzo.
  3. Il contratto definitivo di vendita deve essere firmato entro il 31 luglio 2026.

Chi non rientra in questo calendario paga, dal 1 agosto, l’aliquota piena del 21%. La regola è stata pensata come ponte tra il vecchio e il nuovo regime fiscale, proprio perché chi aveva già avviato un acquisto non fosse colto di sorpresa.

Perché alcuni acquirenti rischiano di perdere il 9%?

Il problema è che la fine del periodo di transizione si sovrappone a un blocco tecnico importante. L’attacco informatico all’ANCPI del 15 luglio ha reso inutilizzabile la piattaforma e-Terra, attraverso cui passano le operazioni di catasto e conservatoria, e i notai non hanno potuto autenticare compravendite per giorni. In pratica, acquirenti che hanno fatto tutto correttamente, firmato il preliminare in tempo e versato l’acconto, rischiano di non riuscire a completare gli atti entro il 31 luglio a causa di un blocco di cui non sono responsabili.

Per risolvere la situazione, il Senato è stato convocato in sessione straordinaria dal 27 al 31 luglio, sia per traguardi del PNRR sia per un progetto che prolungherebbe il termine di applicazione del 9%. La versione in discussione prevede l’estensione del termine fino al 31 agosto o per 30 giorni dal pieno ripristino dei sistemi, così che chi ha firmato sotto la legge in vigore non venga penalizzato da un blocco amministrativo.

Cosa significa per noi, diaspora

Per la nostra comunità il tema non è astratto. Molti di noi comprano una casa nel Paese: un appartamento per i genitori, un posto dove tornare da pensionati, un investimento fatto con anni di lavoro all’estero. Cosa chiediamo davvero per tornare a casa significa anche prevedibilità: regole che non cambiano da un giorno all’altro e uno Stato che non penalizza la persona corretta per i propri blocchi.

Una differenza di 12.000 euro su un appartamento da 100.000 non è una cifra sulla carta, ma le ferie, il mutuo e i progetti di una famiglia. La posizione di USR, trasmessa con un messaggio del partito, va esattamente in questa direzione: i cittadini non sono colpevoli dell’attacco informatico, e chi ha già sotto contratto dovrebbe restare al 9%.

Il mio consiglio

Se sei in questa situazione, controlla ora le date del preliminare: quando l’hai firmato, quanto acconto hai versato e che termine di completamento hai. Parla per tempo con il notaio e con il costruttore su cosa si può firmare prima del 31 luglio e segui la decisione del Senato di questi giorni, perché un termine prorogato può farti risparmiare migliaia di euro. Difendere gli interessi di chi lavora all’estero e investe a casa è una delle mie battaglie come Vicepreședinte USR Italia, e questo dossier mostra quanto una semplice regola tecnica pesi sulla vita reale della diaspora.

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