COMUNITÀ Marius Sucevan

Il Catasto bloccato da un attacco informatico: cosa significa per noi, la diaspora.

Da martedì 14 luglio i sistemi informatici dell’Agenzia Nazionale di Catasto e Pubblicità Immobiliare (ANCPI), compresa la piattaforma e-Terra, non funzionano, e mercoledì 15 luglio l’istituzione ha confermato che il blocco è il risultato di un attacco informatico. La conseguenza è immediata: gli estratti del registro fondiario non possono essere rilasciati né online né allo sportello, e i notai non possono autenticare transazioni immobiliari. Per chi di noi ha preso le ferie per sistemare le pratiche a casa, in piena stagione dei viaggi verso il paese, il momento non poteva essere peggiore.

Cosa è successo, in breve

e-Terra è la piattaforma attraverso cui passano le operazioni di catasto e registro fondiario in Romania: la usano i notai, le banche, i topografi e i cittadini. L’ANCPI comunica che i dati amministrati dall’istituzione sono al sicuro e che le iscrizioni esistenti restano valide, mentre gli specialisti del Direttorato Nazionale di Sicurezza Cibernetica (DNSC) lavorano insieme all’agenzia alla gestione dell’incidente. In parallelo, un’inchiesta di Public Record mostra che un attaccante sostiene di aver messo in vendita dati ottenuti dalle reti dell’agenzia e il codice sorgente di alcune applicazioni, affermazioni finora non confermate dalle autorità. In un’intervista a Euronews România, lo stesso attaccante sostiene di aver sfruttato una vulnerabilità nota dal 2021. Venerdì 17 luglio la piattaforma era ancora indisponibile, senza una data certa di ripristino annunciata pubblicamente. E non è un incidente isolato: nella stessa settimana sono state colpite anche la piattaforma Ghiseul.ro e un’applicazione del Ministero degli Investimenti e dei Progetti Europei.

Cosa significa per noi

L’estate è la stagione in cui la diaspora sistema le sue pratiche: una vendita rimandata da un anno, una successione aperta dopo la perdita di un genitore, un’intavolazione che aspettava da tempo. Prenotiamo dal notaio con settimane di anticipo, adattiamo le ferie all’appuntamento, e ogni giorno di blocco può significare un viaggio fatto invano. Altrettanto seria è la domanda sui nostri dati: in un registro fondiario ci sono nomi, indirizzi e la storia delle proprietà, e tra la versione ufficiale e le affermazioni dell’attaccante resta una distanza che si chiude solo con un’informazione pubblica, corretta e tempestiva. Lo stato digitale che vogliamo, con servizi accessibili anche a distanza, funziona solo se viene difeso come un’infrastruttura critica: investimenti reali nella sicurezza informatica, audit periodici e specialisti pagati all’altezza della responsabilità.

Cosa puoi fare adesso

  1. Se hai un viaggio programmato nel paese per delle pratiche, chiama il notaio o l’ufficio del catasto prima di partire e chiedi se l’appuntamento può essere ancora rispettato.
  2. Segui solo gli annunci ufficiali dell’ANCPI e del tuo notaio: la data di ripristino può cambiare da un giorno all’altro.
  3. Fai attenzione ai messaggi che sembrano arrivare dalle istituzioni e ti chiedono dati personali o pagamenti: dopo un incidente del genere possono comparire tentativi di truffa che approfittano della confusione.

Il mio impegno

Come Vicepreședinte USR Italia, seguirò questo incidente fino in fondo: voglio che si sappia pubblicamente cosa è successo, se i dati dei romeni sono stati compromessi o no e cosa cambierà concretamente perché blocchi del genere non si ripetano. La digitalizzazione resta la strada giusta per una diaspora che ha bisogno di servizi a distanza, e il completamento del catasto nazionale è uno degli obiettivi statutari dell’USR. Proprio per questo chiediamo che vada di pari passo con l’obbligo dello stato di proteggere la propria infrastruttura e i propri cittadini.

Hai avuto un appuntamento dal notaio o una transazione rimandata a causa del blocco del Catasto? Scrivimi: le esperienze concrete ci aiutano a chiedere esattamente ciò che manca.

← Torna al jurnal