I patrimoni dei politici tornano pubblici, ma solo a metà.
La Camera dei Deputati ha adottato il 29 luglio 2026 la nuova legge sull’integrità, con 222 voti a favore, 2 contrari e 59 astensioni: i patrimoni dei politici tornano pubblici, ma solo in parte. È esattamente la battaglia di cui scrivevamo pochi giorni fa, quando USR chiedeva che le dichiarazioni finanziarie dei politici restassero visibili. Questo voto è il passo successivo della stessa lotta, portato in aula alla Camera.
Perché i patrimoni erano spariti da internet?
Per quasi vent’anni chiunque poteva verificare online il patrimonio di un ministro o di un parlamentare. È cambiato tutto nel maggio 2025, con la decisione 297/2025 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la pubblicazione online delle dichiarazioni patrimoniali e ne ha tolto i beni dei coniugi e dei figli maggiorenni a carico. Il progetto inviato dal Governo in Parlamento manteneva le dichiarazioni segrete; solo gli emendamenti chiesti in aula dai parlamentari di USR e PNL hanno reintrodotto l’obbligo di pubblicazione. Secondo USR, i suoi parlamentari delle commissioni giuridiche avevano proposto il ritorno alla trasparenza già dall’ottobre 2025.
Cosa resta visibile e cosa no?
La forma adottata non riporta la vecchia dichiarazione patrimoniale completa, ma introduce un documento nuovo, la dichiarazione di interessi finanziari, generata dall’Agenzia Nazionale per l’Integrità e resa pubblica. La trasparenza è però parziale:
- le somme non appaiono più esatte, ma per fasce di valore: vedi che un politico ha una casa o un conto, ma non quanto vale esattamente;
- la sezione sul patrimonio del coniuge scompare dal documento;
- la dichiarazione sarà pubblicata dall’ANI, secondo il testo adottato, entro 60 giorni dalla generazione.
Il deputato di USR Alexandru Dimitriu ha accusato il PSD di aver modificato il progetto proprio prima del voto, con emendamenti che, a suo dire, indeboliscono le garanzie di integrità. La legge resta uno dei traguardi ancora aperti del PNRR e va ora al Senato, camera decisionale, dove il testo può ancora cambiare.
Cosa significa per noi
Per chi tra noi segue la Romania da lontano, il controllo pubblico dei patrimoni di chi ci governa non è un dettaglio tecnico: è proprio quella fiducia nello stato che è mancata a molti di noi quando siamo partiti. Un paese in cui puoi vedere chi ti governa e con quale patrimonio è un paese in cui vale la pena tornare e investire. Come altri traguardi PNRR sotto pressione di calendario, la posta in gioco non è solo a Bucarest: è la serietà con cui lo stato romeno mantiene gli impegni verso i partner europei da cui dipendiamo anche noi.
Per questo una trasparenza a metà non basta. Al Senato la forma finale può rafforzarsi: cifre reali, non solo fasce, e un quadro che non lasci scappatoie a chi ha patrimoni difficili da spiegare.
Il mio consiglio
Seguite il voto del Senato e chiedete ai vostri rappresentanti dichiarazioni complete, non decorative. Come Vicepreședinte USR Italia, la trasparenza dei patrimoni pubblici è una delle battaglie che porto avanti per la diaspora: uno stato alla luce del sole è il primo passo perché chi è partito abbia di nuovo fiducia a tornare.
Fonti e link
- Decisione CCR n. 297/2025 (Portal Legislativ, Ministero della Giustizia): https://legislatie.just.ro/Public/DetaliiDocumentAfis/298986
- Legge n. 176/2010 sull’integrità nell’esercizio delle funzioni pubbliche (quadro modificato)
- Agenzia Nazionale per l’Integrità (ANI): l’istituzione che genera e pubblica le dichiarazioni
- Camera dei Deputati, monitoraggio del processo legislativo: https://www.cdep.ro/pls/proiecte/upl_pck.lista?cam=2&std=F
- Senato, monitoraggio dei progetti di legge: https://www.senat.ro/legiproiect.aspx
- Articolo precedente sullo stesso dossier: USR chiede dichiarazioni finanziarie pubbliche