Legge ANI bocciata al Senato: Fritz salvo, PNRR salvato.
La legge ANI, il jalon del PNRR da 770 milioni di euro, è caduta giovedì 30 luglio 2026 al voto finale del Senato: il progetto non ha raggiunto la maggioranza assoluta richiesta a una legge organica, con 28 astenuti e 29 senatori che non hanno votato. È la continuazione diretta della legge che la Camera dei Deputati aveva approvato appena un giorno prima: quello che è cambiato nel frattempo è un emendamento che ha ribaltato l’intero progetto.
Cosa prevedeva l’emendamento che avrebbe tolto il mandato a Fritz?
Pochi giorni prima, la commissione giuridica del Senato aveva approvato un emendamento presentato dal senatore del PSD Ion Cristinel Rujan: le persone dichiarate definitivamente incompatibili o in conflitto d’interessi anche prima dell’entrata in vigore della legge avrebbero perso di diritto il mandato, entro 30 giorni.
Il bersaglio dell’emendamento era, secondo l’USR, proprio il presidente del partito. Dominic Fritz, sindaco di Timișoara, aveva perso in via definitiva, il 18 giugno 2026, davanti all’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, la causa con l’Agenzia Nazionale per l’Integrità, che lo aveva dichiarato in conflitto d’interessi per una decisione della campagna elettorale del 2020.
Perché una battaglia al Senato riguarda noi, diaspora?
Non è solo il destino di un sindaco. Come nel caso della legge sugli stipendi unici, bloccata per anni dal rischio di perdere fondi europei, la posta in gioco è la serietà con cui la Romania mantiene i suoi impegni verso i partner europei e la prevedibilità della legge per chiunque, non solo per chi è al potere. Una legge costruita su una sola persona, votata in fretta per rispettare una scadenza del PNRR, è esattamente il tipo di improvvisazione che ha fatto perdere a molti di noi la fiducia che le regole valgano per tutti allo stesso modo.
Cosa è successo al voto e cosa succede ora?
USR e PNL hanno rifiutato di sostenere la legge nella forma con quell’emendamento, e il progetto non ha raccolto abbastanza voti. Sorin Șipoș, leader dei senatori USR, ha spiegato, secondo la stampa, che il rifiuto ha messo al sicuro i fondi del PNRR, perché la versione bocciata sarebbe stata incostituzionale, e ha annunciato che la legge sarà ripresentata insieme al PNL.
Il giorno dopo, venerdì 31 luglio 2026, il presidente del Senato, Mircea Abrudean, ha ripresentato il progetto della legge ANI senza l’emendamento retroattivo sui mandati e senza un secondo emendamento che eliminava l’obbligo di dichiarare le somme in contanti nel patrimonio dei politici.
Il mio consiglio
Da vicepreședinte USR Italia, credo che sia proprio qui che si vede la differenza tra una riforma vera e un gioco politico: una legge sull’integrità non può diventare, essa stessa, lo strumento di una vendetta. Seguite il prossimo voto in Senato e chiedete ai vostri rappresentanti una legge prevedibile, non una costruita su una sola persona.
Fonti e link
- Senato romeno, monitoraggio dei progetti legislativi: https://www.senat.ro/legiproiect.aspx
- Camera dei Deputati, monitoraggio dell’iter legislativo: https://www.cdep.ro/pls/proiecte/upl_pck.lista?cam=2&std=F
- Profilo Facebook di Dominic Fritz, presidente USR: https://www.facebook.com/dominicprimar/
- Profilo USR di Sorin Șipoș, senatore di Timiș: https://usr.ro/oameni/sorin-sipos
- Articolo precedente sullo stesso dossier: I patrimoni dei politici tornano pubblici, ma solo a metà