EUROPA Marius Sucevan

Visa Waiver: perché i romeni hanno ancora bisogno del visto USA.

Una sola soglia separa i cittadini romeni dal viaggio senza visto verso gli Stati Uniti: il tasso di rifiuto dei visti per turismo e affari deve scendere sotto il 3%. La Romania ha toccato quella soglia una volta, con il 2,61% nell’anno fiscale 2024, ma l’ha persa nel frattempo: per l’anno fiscale 2025 il tasso di rifiuto rettificato è salito all’8,41%, secondo le statistiche del Dipartimento di Stato americano. Ecco perché, pur essendo stata ammessa formalmente al programma Visa Waiver all’inizio del 2025, la Romania non offre ancora ai romeni l’accesso senza visto negli USA.

Dall’ammissione all’esclusione in quattro mesi

La vicenda ha un percorso breve e brusco. A gennaio 2025, negli ultimi giorni dell’amministrazione Biden, il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) e il Dipartimento di Stato hanno annunciato la designazione della Romania nel programma Visa Waiver, che consente soggiorni fino a 90 giorni senza visto. Il 25 marzo 2025 la nuova amministrazione Trump ha sospeso l’attuazione per una revisione, e il 2 maggio 2025 il DHS ha revocato la designazione, invocando la propria priorità sulla sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione e la tutela dell’integrità del programma. In pratica, la Romania è passata dall’ammissione all’esclusione in meno di quattro mesi, senza che un solo romeno abbia mai potuto usare l’accesso senza visto.

Cosa serve ancora per il rientro

Interrogata sullo stato del dossier, la ministra degli Esteri Oana Țoiu ha dichiarato, il 20 luglio 2026, che il Visa Waiver resta una priorità nella relazione bilaterale, ma che il rientro dipende da tre fattori che un singolo governo non controlla:

  1. Il dialogo politico tra Bucarest e Washington. Secondo la ministra, il tema è in fase di riesame da parte dell’amministrazione Trump e richiede un accordo politico.
  2. Riportare di nuovo il tasso di rifiuto sotto la soglia del 3%, dopo che l’indicatore è cresciuto rispetto al livello del 2024.
  3. La decisione dell’amministrazione presidenziale americana, che dipende dalla politica di Washington in materia di visti.

In altre parole, la parte che la Romania può influenzare, il tasso di rifiuto, si è rivelata un obiettivo che non si raggiunge una volta sola, ma si mantiene anno dopo anno.

Cosa significa per noi

Per la diaspora romena, il Visa Waiver non è un capriccio da vacanza. Significa un genitore che può visitare il figlio trasferito oltreoceano senza un lungo appuntamento in ambasciata e senza la tassa del visto, un imprenditore che arriva in tempo a una fiera, uno studente che raggiunge una conferenza senza mancare la scadenza. Significa anche un segnale di fiducia: i paesi del programma sono trattati come partner vicini. Vogliamo che la Romania ci arrivi e, soprattutto, che ci resti. E perché ciò accada conta che i dati concreti, in primo luogo il tasso di rifiuto, siano tenuti sotto controllo in modo costante, non solo nell’anno in cui si dà un annuncio alla stampa.

Il mio consiglio

Come Vicepreședinte USR Diaspora, Filiala Italia, seguo questo dossier perché tocca esattamente cosa significa vivere lontano da casa: il diritto di muoversi con semplicità tra il mondo in cui lavori e quello da cui vieni. Finché la Romania non rientra nel programma, una cosa resta valida per chiunque pianifichi un viaggio negli USA: il visto è ancora obbligatorio, e l’appuntamento va preso per tempo presso l’ambasciata o il consolato americano. Se sei passato di recente per la procedura del visto per gli Stati Uniti, scrivimi com’è andata: raccolgo queste esperienze nella lista dei temi che seguo.

Della comunità romena oltreoceano abbiamo scritto di recente anche dopo il congresso della diaspora a Washington.

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