Tre consoli generali richiamati: consolati promessi mai aperti.
Il governo ha approvato, nella seduta del 23 luglio 2026, il richiamo dei consoli generali della Romania a Francoforte sul Meno, Nantes e San Paolo: gli uffici consolari che avrebbero dovuto aprire non sono mai diventati operativi. I tre diplomatici erano stati nominati nell’estate del 2024 con una missione principale chiara, l’apertura di tre nuovi consolati generali per le comunità romene. Dopo due anni, nessuno dei tre consolati funziona.
Nominati per aprire consolati, richiamati perché non li hanno aperti
Secondo il Ministero degli Affari Esteri, gli uffici di San Paolo, Nantes e Francoforte sul Meno non sono diventati operativi né nel 2024, né nel 2025 e nemmeno nei nuovi termini concordati dopo proroghe successive. Le proposte di richiamo sono partite dal MAE, guidato dalla ministra degli Esteri Oana Țoiu, sono state approvate dal premier Ilie Bolojan e sono entrate nell’agenda della seduta di governo di giovedì. Il termine per il rientro in patria dei tre consoli generali è di massimo 90 giorni.
La decisione chiude una situazione che dice molto su come a volte sono state fatte le nomine nella rete consolare: prima la persona mandata in sede, con stipendio e rango di console generale, e solo dopo, forse, il consolato. Questa volta la valutazione è partita dal risultato: consolato aperto oppure no.
Perché conta un consolato che non apre?
Per noi della diaspora un consolato non è una riga in un organigramma: è il posto dove facciamo il passaporto, la procura, gli atti di stato civile. In Germania vivono circa 900.000 cittadini romeni, secondo i dati ufficiali tedeschi (Destatis), la più grande comunità proveniente da uno stato membro UE presente in Germania. Un consolato generale promesso a Francoforte sul Meno, nel cuore della regione Reno-Meno, avrebbe alleggerito gli uffici esistenti, così come quello di Nantes avrebbe avvicinato i servizi consolari ai romeni della Francia occidentale. Ogni consolato che resta sulla carta significa, concretamente, viaggi più lunghi e appuntamenti più difficili da ottenere per migliaia di persone.
Risultati, non solo nomine
Vogliamo che questo diventi lo standard, non l’eccezione: chi riceve un incarico pagato con soldi pubblici risponde del risultato, e i posti della rete consolare si assegnano per competenza, non come ricompensa politica. È la stessa logica di responsabilità che la diplomazia romena mostra nel rapporto con i partner strategici e che ora ci aspettiamo anche nei servizi per la diaspora.
Come vicepresidente di USR Italia, saluto questa decisione e dico con la stessa chiarezza: il richiamo è solo metà del passo. L’altra metà è l’apertura effettiva dei consolati promessi, con scadenze pubbliche e responsabili nominati per competenza. Seguirò questo dossier e vi invito a fare lo stesso: scrivetemi la vostra esperienza con gli appuntamenti consolari, per capire dove il bisogno è più grande.
Fonti e link
- Ministero degli Affari Esteri: mae.ro
- Appuntamenti consolari: econsulat.ro
- L’annuncio del richiamo dei tre consoli generali: Digi24, Bursa, Mediafax
- La decisione approvata dal premier, su proposta del MAE: Adevărul, Ziare.com
- I cittadini romeni in Germania (dati Destatis): Români în Germania, G4Media
- Oana Țoiu, ministra degli Affari Esteri: Facebook