CONSOLATO Marius Sucevan

MAE richiama tre consoli senza consolati aperti in due anni.

La ministra degli Esteri, Oana Țoiu, interviene alla seduta di Governo del 23 luglio 2026.

Il 23 luglio 2026 il MAE ha richiamato tre consoli generali, quelli di San Paolo, Nantes e Francoforte sul Meno, perché nessuno dei tre è riuscito, in due anni, ad aprire il consolato per cui era stato inviato lì.

Cosa è stato deciso, esattamente?

I tre diplomatici erano stati nominati nell’estate del 2024, con un unico compito chiaro: individuare una sede e aprire nuovi consolati generali della Romania a San Paolo, Nantes e Francoforte sul Meno. Secondo il MAE, nessuno dei tre uffici è diventato operativo né nel 2024, né nel 2025, né entro i termini successivamente prorogati.

Cosa prevede la decisione del governo, in sintesi:

  1. Il richiamo dei tre consoli generali, da San Paolo, Nantes e Francoforte sul Meno.
  2. La proposta è arrivata dal Ministero degli Affari Esteri, guidato da Oana Țoiu, ed è stata approvata dal primo ministro Ilie Bolojan.
  3. I diplomatici hanno a disposizione al massimo 90 giorni per rientrare in Romania.
  4. Il MAE annuncia un cambio di prassi: i futuri consoli generali verrebbero inviati in sede solo dopo l’individuazione della sede e la definizione di un piano concreto di apertura, secondo il MAE.

Perché riguarda la diaspora?

Un consolato che non apre non è solo una questione di organigramma. Significa che i romeni dell’area metropolitana di San Paolo, dell’ovest della Francia o della Germania continuano a fare lunghi viaggi fino al consolato o all’ambasciata funzionante più vicini, per un passaporto, una procura o un appuntamento. È la stessa rete di cui abbiamo scritto quando un audit del MAE ha rivelato gli sprechi nel patrimonio diplomatico: ogni risorsa mal utilizzata, sia un edificio vuoto o un posto di console senza consolato, è una risorsa che non arriva a uno sportello sovraffollato.

La comunità romena in Germania è, secondo i dati ufficiali tedeschi, la minoranza più numerosa proveniente da uno Stato membro UE, con quasi 900.000 persone. Per una comunità di queste dimensioni, un consolato generale annunciato e non operativo per due anni di fila non è un dettaglio amministrativo, ma un servizio promesso e non mantenuto.

Il richiamo da solo non risolve il problema: il MAE non ha ancora annunciato chi assumerà le funzioni dei tre uffici né una nuova data di apertura. Ma segna un cambio di atteggiamento rispetto agli anni in cui gli sprechi nella rete consolare restavano senza conseguenze: chi non consegna un consolato promesso non resta più al suo posto senza conseguenze.

Il mio consiglio

Come Vicepreședinte USR Italia, seguo ogni passo che rafforza la rete consolare per la diaspora, ovunque ci troviamo: in Italia, in Brasile o in Germania. Un ministero che chiede conto è il primo segnale che i servizi promessi stanno davvero per arrivare a noi. Resto attento al prossimo annuncio: chi prenderà in carico San Paolo, Nantes e Francoforte sul Meno e in quanto tempo.

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